Lo SCHISSOTO… il pane, il primo prodotto dalla civiltà  povera dei primi novecento, realizzato dalle prime produzioni di grano tenero della bassa (che viveva gli anni della sola e poca produzione di mais) spesso ammalata di pelagra, la malattia della gente povera e malnutrita di fine ottocento.

Infatti il grano tenero e il pane appartenevano alle famiglie più benestanti, soprattutto nell’alta padovana, fino alle produzioni di grano che cominciavano anche qui fra i piccoli agricoltori. Inizia così  la panificazione casalinga dei primi pani poco lievitati e cotti sotto il “Testo”, un sistema di cottura realizzato sul piano dei focolari presenti in tutte le case, costituito da un coperchio di latta o rame che copriva lo schissoto, posto sul piano del focolare e ricoperto da braci che fungevano da forno primordiale.

Schissoto, deriva da schiacciato perché così poteva cuocersi meglio e stare sotto il Testo; era fatto di farina, strutto che non mancava mai nelle case dove regnava la cultura  del maiale, sale, lievito madre o pasta del giorno prima e magari per ognuna delle famiglie che lo produceva c’era qualche ingrediente in aggiunta che ne ha conferito  la particolarità. Anche nella nostra famiglia, nella nostra ricetta tramandata da nostro nonno e da nostro padre, ancora oggi usiamo un piccolo “tocco” che ne ha contraddistinto nel tempo  il suo gusto particolare, perché per le cose buone ci vuole TEMPO e AMOREVOLEZZA.